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MASSIMO

PALUMBO

studio legale 

di diritto alimentare


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Regolamento 848/2018

Capo I

OGGETTO, AMBITO DI APPLICAZIONE E DEFINIZIONI

 

Articolo 1 - Oggetto

Articolo 2 - Ambito di applicazione

Articolo 3 - Definizioni

 

 

Capo II

OBIETTIVI E PRINCIPI DELLA PRODUZIONE BIOLOGICA

 

Articolo 4 - Obiettivi

Articolo 5 - Principi generali

 

 

 

 

CAPO I

 

OGGETTO, AMBITO DI APPLICAZIONE E DEFINIZIONI

 

Articolo 1

Oggetto

 

Il presente regolamento fissa i principi della produzione biologica stabilisce le norme relative alla produzione biologica, alla relativa certificazione e all’uso di indicazioni riferite alla produzione biologica nell’etichettatura e nella pubblicità, nonché le norme relative ai controlli aggiuntivi rispetto a quelli stabiliti dal regolamento (UE) 2017/625.

 

 

 

articolo

1

articolo

2

Articolo 2

Ambito di applicazione

 

1. Il presente regolamento si applica ai seguenti prodotti provenienti dall’agricoltura, incluse l’acquacoltura (v. nota A) e l’apicol­tura, elencati nell’allegato I del TFUE, e ai prodotti derivanti da tali prodotti, qualora siano ottenuti, preparati, etichettati, distribuiti, immessi sul mercato, importati nell’Unione o esportati da essa, o siano destinati ad esserlo:

 

a) prodotti agricoli vivi o non trasformati, compresi sementi e altro materiale riproduttivo vegetale (v. punto 17 art. 3);

 

b) prodotti agricoli trasformati destinati a essere utilizzati come alimenti;


c) mangimi.

 

Il presente regolamento si applica anche a taluni altri prodotti strettamente legati all’agricoltura elencati nell’allegato I del presente regolamento qualora siano ottenuti, preparati, etichettati, distribuiti, immessi sul mercato, importati nell’Unione o esportati da essa, o siano destinati a esserlo.

 

 

2. Il presente regolamento si applica a qualsiasi operatore che, in qualunque fase della produzione, della preparazione e della distribuzione, eserciti attività relative ai prodotti di cui al paragrafo 1.

 

 

3. Le operazioni di ristorazione collettiva effettuate da una collettività, quale definita all’articolo 2, paragrafo 2, lettera d), del regolamento (UE) n. 1169/2011, non sono soggette al presente regolamento, fatta eccezione per quanto stabilito nel presente paragrafo.

Gli Stati membri possono applicare norme nazionali o, in mancanza di queste, norme private sulla produzione, sull’eti­chettatura e il controllo dei prodotti provenienti da operazioni di ristorazione collettiva. Il logo di produzione biologica dell’Unione europea non è utilizzato nell’etichettatura, nella presentazione e nella pubblicità di tali prodotti e non è utilizzato per pubblicizzare la collettività.

 

 

4. Salvo disposizioni contrarie, il presente regolamento si applica fatte salve altre disposizioni connesse della legi­slazione dell’Unione, in particolare della legislazione in materia di sicurezza della catena alimentare, salute e benessere degli animali, salute dei vegetali e materiale riproduttivo vegetale.

 

 

5. Il presente regolamento si applica fatte salve altre disposizioni specifiche del diritto dell’Unione relative all’immis­sione di prodotti sul mercato, in particolare il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (UE) n. 1169/2011.

 

 

6. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 54 per quanto riguarda la modifica dell’elenco dei prodotti di cui all’allegato I tramite l’aggiunta di ulteriori prodotti nell’elenco o tramite la modifica delle voci aggiunte. Solo i prodotti strettamente legati a prodotti agricoli possono essere inclusi in tale elenco.

 

__________________________________________________________________________________________

 

Nota A - Acquacoltura

(articolo 4, paragrafo 1, punto 25) del regolamento (UE) n. 1380/2013
L'allevamento o la coltura di organismi acquatici che comporta l'impiego di tecniche finalizzate ad aumentare, al di là delle capacità naturali dell'ambiente, la resa degli organismi in questione; questi ultimi rimangono di proprietà di una persona fisica o giuridica durante tutta la fase di allevamento o di coltura, compresa la raccolta.

 

Articolo 3

Definizioni

 

Ai fini del presente regolamento si intende per:

 

1)  «produzione biologica»: l’impiego, anche durante il periodo di conversione di cui all’articolo 10, di metodi di produzione conformi al presente regolamento in tutte le fasi di produzione, preparazione e distribuzione;

 

 

2)  «prodotto biologico»: un prodotto derivante dalla produzione biologica, che non sia un prodotto ottenuto durante il periodo di conversione di cui all’articolo 10. Non si considerano prodotti biologici i prodotti della caccia o della pesca di animali selvatici;

 

 

3)  «materia prima agricola»: un prodotto agricolo che non è stato sottoposto ad alcuna operazione di conservazione o di trasformazione;

 

 

4)  «misurepreventive»: lemisure che devono essere adottate dagli operatori in ogni fase di produzione, preparazione e distribuzione al fine di garantire la conservazione della biodiversità e la qualità del suolo, le misure per la preven­ zione e la lotta contro gli organismi nocivi e le malattie e le misure che devono essere adottate per evitare effetti negativi sull’ambiente, sulla salute degli animali e sulla salute dei vegetali;

 

 

5)  «misure precauzionali»: le misure che devono essere adottate dagli operatori in tutte le fasi di produzione, prepa­ razione e distribuzione al fine di evitare la contaminazione da parte di prodotti o sostanze non autorizzati per l’uso nella produzione biologica conformemente al presente regolamento e di evitare la commistione di prodotti biologici con prodotti non biologici;

 

 

6)  «conversione»: la transizione dalla produzione non biologica a quella biologica entro un determinato periodo, durante il quale si applicano le disposizioni relative alla produzione biologica di cui al presente regolamento;

 

 

7)  «prodotto in conversione»: un prodotto ottenuto durante il periodo di conversione di cui all’articolo 10;

 

 

8)  «azienda»: l’insieme delle unità di produzione gestite nell’ambito di un’unica conduzione ai fini della produzione di prodotti agricoli vivi o non trasformati, inclusi i prodotti provenienti dall’acquacoltura e dall’apicoltura, di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), o della produzione dei prodotti elencati nell’allegato I, ad eccezione degli oli essenziali e del lievito;

 

 

9)  «unità di produzione»: tutte le risorse di un’azienda, inclusi i locali di produzione primaria, gli appezzamenti agri­ coli, i pascoli, gli spazi all’aperto, i locali di stabulazione o parti di essi, le arnie, gli stagni piscicoli, (vedi nota A) i sistemi e gli impianti di contenimento per le alghe o gli animali di acquacoltura, le unità di allevamento, le concessioni litoranee o sui fondali marini, e i locali adibiti al magazzinaggio di vegetali, di prodotti vegetali, di prodotti delle alghe, di prodotti animali, di materie prime e di ogni altro fattore di produzione pertinente gestiti come descritto ai punti 10), 11) o 12);

 

 

10) «unità di produzione biologica»: un’unità di produzione, eccetto durante il periodo di conversione di cui all’artico­ lo 10, che è gestita in conformità dei requisiti applicabili alla produzione biologica;

 

 

11) «unità di produzione in conversione»: un’unità di produzione, durante il periodo di conversione di cui all’articolo 10, che è gestita in conformità dei requisiti applicabili alla produzione biologica; può essere costituita da appezzamenti agricoli o altre risorse per cui il periodo di conversione di cui all’articolo 10 inizia in momenti diversi;

 

 

12) «unità di produzione non biologica»: un’unità di produzione che non è gestita in conformità dei requisiti applicabili alla produzione biologica;

 

 

13)«operatore»: la persona fisica o giuridica responsabile di garantire il rispetto del presente regolamento in tutte le fasi della produzione, della preparazione e della distribuzione che ricadono sotto il controllo di tale persona;

 

 

14) «agricoltore»: una persona fisica o giuridica o un gruppo di persone fisiche o giuridiche, indipendentemente dallo status giuridico di tale gruppo e dei suoi membri ai sensi del diritto nazionale, che esercita un’attività agricola;

 

 

15) «superficie agricola»: una superficie agricola quale definita all’articolo 4, paragrafo 1, lettera e), del regolamento (UE) n. 1307/2013;

 

 

16) «vegetali»: i vegetali quali definiti all’articolo 3, punto 5), del regolamento (CE) n. 1107/2009;

 

 

17) «materiale riproduttivo vegetale»: i vegetali e tutte le parti di vegetali, comprese le sementi, in qualunque stadio di crescita, capaci di produrre piante complete e destinati a tale scopo;

 


18) «materiale eterogeneo biologico»: un insieme vegetale appartenente a un unico taxon botanico del più basso grado conosciuto che:

 

a) presenta caratteristiche fenotipiche comuni;

 

b) è caratterizzato da un elevato livello di diversità genetica e fenotipica tra le singole unità riproduttive, in modo che tale insieme vegetale sia rappresentato dal materiale nel suo insieme e non da un numero ridotto di individui;

 

c) non è una varietà ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2100/94 del Consiglio;


d) non è una miscela di varietà; e

 

e) è stato prodotto in conformità del presente regolamento;

 

19) «varietà biologica adatta alla produzione biologica»: una varietà quale definita all’articolo 5, paragrafo 2, del rego­ lamento (CE) n. 2100/94 che:

 

a) è caratterizzata da un elevato livello di diversità genetica e fenotipica tra le singole unità riproduttive; e

 

b) deriva da attività di miglioramento genetico biologico ai sensi dell’allegato II, parte I, punto 1.8.4 del presente regolamento;

 

 

20) «pianta madre»: una specifica pianta dalla quale è prelevato materiale riproduttivo vegetale allo scopo di produrre nuove piante;

 

 

21) «generazione»: tutte le piante che appartengono allo stesso stadio nella linea di discendenza;

 

 

22) «produzione vegetale»: la produzione di prodotti agricoli vegetali, inclusa la raccolta di piante selvatiche a fini commerciali;

 

 

23) «prodotti vegetali»: i prodotti vegetali quali definiti all’articolo 3, punto 6), del regolamento (CE) n. 1107/2009;

 

 

24) «organismo nocivo»: un organismo nocivo quale definito all’articolo 1, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2016/2031 del Parlamento europeo e del Consiglio (2);

 

 

25) «preparati biodinamici»: miscele tradizionalmente utilizzate nell’agricoltura biodinamica;

 

 

26) «prodotti fitosanitari»: i prodotti fitosanitari di cui all’articolo 2 del regolamento (CE) n. 1107/2009;

 

 

27) «produzione animale»: la produzione di animali terrestri domestici o addomesticati, compresi gli insetti;

 

 

28) «veranda»: una parte esterna annessa a un edificio destinato al pollame, coperta, non isolata termicamente, ingenere dotata di una recinzione con filo di ferro o reti metalliche sul lato più lungo, in cui le condizioni sono quelle del clima esterno, provvista di illuminazione naturale e, ove necessario, artificiale e di un pavimento cosparso di lettiera;

 


29) «pollastrelle»: animali giovani della specie Gallus gallus di età inferiore alle 18 settimane;

 

30) «galline ovaiole»: animali della specie Gallus gallus destinati alla produzione di uova da consumo e di età minima di 18 settimane;

 


31) «zona utilizzabile»: una zona utilizzabile ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 2, lettera d), della direttiva 1999/74/CE del Consiglio (3);

 

 

32) «acquacoltura»: l’acquacoltura quale definita all’articolo4, paragrafo 1, punto 25), del regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (4);

 

 

33) «prodotti dell’acquacoltura»: i prodotti dell’acquacoltura quali definiti all’articolo 4, paragrafo 1, punto 34), del regolamento (UE) n. 1380/2013;

 

__________________________________________________________________________________________

 

Nota A)

Parte così modificata dalla Rettifica pubblica sulla GUUE del 26.11.2019 L305/59

 

articolo

3

articolo

54

CAPO IX

DISPOSIZIONI PROCEDURALI, TRANSITORIE E FINALI

 

SEZIONE 1

Disposizioni procedurali

 

Articolo 54

Esercizio della delega

 

1. Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

 

2. Il potere di adottare atti delegati di cui all’articolo2, paragrafo 6, all’articolo9, paragrafo 11, all’articolo10, paragrafo 5, all’articolo 12, paragrafo 2, all’articolo 13, paragrafo 3, all’articolo 14, paragrafo 2, all’articolo 15, paragrafo 2, all’articolo 16, paragrafo 2, all’articolo 17, paragrafo 2, all’articolo 18, paragrafo 2, all’articolo 19, paragrafo 2, all’ar­ ticolo 21, paragrafo 1, all’articolo 22, paragrafo 1, all’articolo 23, paragrafo 2, all’articolo 24, paragrafo 6, all’articolo 30, paragrafo 7, all’articolo 32, paragrafo 4, all’articolo 33, paragrafo 6, all’articolo 34, paragrafo 8, all’articolo 35, paragrafo 9, all’articolo36, paragrafo 3, all’articolo38, paragrafo 8, all’articolo40, paragrafo 11, all’articolo44, paragrafo 2, all’articolo 46, paragrafo 7, all’articolo 48, paragrafo 4, all’articolo 53, paragrafi 2, 3 e 4, all’articolo 57, paragrafo 3, e all’articolo 58, paragrafo 2, è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dal 1o gennaio 2021. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.

 


3. La delega di potere di cui all’articolo2, paragrafo 6, all’articolo9, paragrafo 11, all’articolo10, paragrafo 5, all’articolo 12, paragrafo 2, all’articolo 13, paragrafo 3, all’articolo 14, paragrafo 2, all’articolo 15, paragrafo 2, all’artico­ lo 16, paragrafo 2, all’articolo 17, paragrafo 2, all’articolo 18, paragrafo 2, all’articolo 19, paragrafo 2, all’articolo 21, paragrafo 1, all’articolo 22, paragrafo 1, all’articolo 23, paragrafo 2, all’articolo 24, paragrafo 6, all’articolo 30, paragrafo 7, all’articolo 32, paragrafo 4, all’articolo 33, paragrafo 6, all’articolo 34, paragrafo 8, all’articolo 35, paragrafo 9, all’ar­ ticolo 36, paragrafo 3, all’articolo 38, paragrafo 8, all’articolo 40, paragrafo 11, all’articolo 44, paragrafo 2, all’articolo 46, paragrafo 7, all’articolo 48, paragrafo 4, all’articolo 53, paragrafi 2, 3 e 4, all’articolo 57, paragrafo 3, e all’articolo 58, paragrafo 2, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

 

 

4. Prima dell’adozione dell’atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti dall’accordo interistituzionale «Legiferare meglio» del 13 aprile 2016.

 

 

5. Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

 

 

6. L’atto delegato adottato ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 6, dell’articolo 9, paragrafo 11, dell’articolo 10, paragrafo 5, dell’articolo 12, paragrafo 2, dell’articolo 13, paragrafo 3, dell’articolo 14, paragrafo 2, dell’articolo 15, paragrafo 2, dell’articolo16, paragrafo 2, dell’articolo17, paragrafo 2, dell’articolo18, paragrafo 2, dell’articolo19, paragrafo 2, dell’articolo21, paragrafo 1, dell’articolo22, paragrafo 1, dell’articolo23, paragrafo 2, dell’articolo24, paragrafo 6, dell’articolo30, paragrafo 7, dell’articolo32, paragrafo 4, dell’articolo33, paragrafo 6, dell’articolo34, paragrafo 8, dell’articolo 35, paragrafo 9, dell’articolo 36, paragrafo 3, dell’articolo 38, paragrafo 8, dell’articolo 40, paragrafo 11, dell’articolo 44, paragrafo 2, dell’articolo 46, paragrafo 7, dell’articolo 48, paragrafo 4, dell’articolo 53, paragrafi 2, 3 e 4, dell’articolo 57, paragrafo 3, e dell’articolo 58, paragrafo 2, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

 

Allegato I

ALTRI PRODOTTI DI CUI ALL’ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1

 

 

  • Lieviti utilizzati come alimenti o come mangimi,
  • mate, granturco dolce, foglie di vite, cuori di palma, germogli di luppolo e altre parti commestibili simili di vegetali e prodotti da esse ottenuti,
  • sale marino e altri sali per alimenti e mangimi, bozzoli di bachi da seta atti alla trattura, gomme e resine naturali,
  • cera d’api,
  • oli essenziali,
  • turaccioli di sughero naturale, non agglomerati, e senza leganti, cotone, non cardato né pettinato,
  • lana, non cardata né pettinata,
  • pelli gregge e non trattate,
  • preparati erboristici tradizionali a base vegetale.

allegato 

I

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