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[CRITERI E MODALITÀ DI GESTIONE DEL FONDO PER LA FILIERA DELLA RISTORAZIONE]

09/11/2020 11:26

MP

OSA & HORECA, OSA & HORECA, FONDO FILIERA RISTORAZIONE,

[CRITERI E MODALITÀ DI GESTIONE DEL FONDO PER LA FILIERA DELLA RISTORAZIONE]

Il MiPAAF (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali), col decreto del 27 ottobre 2020  ha istituito il Fondo per la filiera della ris

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Il MiPAAF (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali), col decreto del 27 ottobre 2020  ha istituito il Fondo per la filiera della ristorazione.

 

(scopo del Fondo)

Questo Fondo ha due scopi:

  1. erogare un contributo a fondo perduto al fine di sostenere la ripresa e la continuità dell'attività degli esercizi di ristorazione;
  2. evitare gli sprechi alimentari attraverso un uso ottimizzato delle relative eccedenze (causate anche dalla stessa crisi di mercato).

 

 

(risorse disponibili)

Per l'anno in corso,il Fondo per la filiera della ristorazione è composto da 600 milioni di euro e i contributi sono concessi nei limiti previsti dalle norme europea in materia dei cc.dd. 'aiuti de minimis' e 'de minimis agricolo' [1].

 

Come previsto dall'articolo 4 del decreto, il contributo è riconosciuto per l'acquisto  (effettuato dopo il 14 agosto 2020 e comprovato da idonea documentazione fiscale) di prodotti di filiere agricole e alimentari, inclusi quelli vitivinicoli, anche DOP e IGP, valorizzando la materia prima di territorio. Per prodotti di filiere alimentari si intendono anche i prodotti della pesca e dell'acquacoltura.

 

Oltre ai prodotti DOP e IGP, per valorizzazione della materia prima di territorio si intende l'acquisto da parte del soggetto beneficiario di prodotti da vendita diretta ai sensi dell'art. 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, oppure di prodotti ottenuti da filiera nazionale integrale dalla materia prima al prodotto finito.

 

 

(prodotti a rischio di spreco alimentare)

Inoltre, ai fini dell'attuazione della presente misura agevolativa, sono considerati prioritari gli acquisti di prodotti DOP e IGP e di prodotti ad alto rischio di spreco.

 

La finalità di evitare gli sprechi alimentari è assolta con l'acquisto delle seguenti produzioni:

  1. latte 100% italiano;
  2. prosciutto crudo DOP e prosciutto cotto 100% italiano;
  3.  salumi vari da suino DOP e IGP da animali nati allevati e macellati in Italia;
  4. salumi non da carne suina (tacchino, bresaola, altro) da animali nati, allevati e macellati in Italia;
  5. formaggi DOP o da latte 100% italiano;
  6. olio extra vergine di oliva 100% da olive italiane e/o DOP;
  7. carne bianca da animali nati allevati e macellati in Italia;
  8. carne bovina, suina, ovicaprina, cunicola da animali nati allevati e macellati in Italia;
  9. zuppe di cerali con verdure filiera e materia prima italiana; minestrone con verdure filiera e materia prima italiana; pasta secca con grano 100% italiano;
  10. riso da risotto con riso 100% italiano;
  11. preparati per risotti (alle verdure, ai funghi, ecc.) da materia prima italiana;
  12. passata di pomodoro 100% italiana;
  13. polpa di pomodoro o pelati 100% italiana;
  14. sughi pronti da materia prima italiana;
  15. verdure fresche o conservate in scatola o in vetro filiera e materia prima italiana;
  16. verdure conservate in scatola filiera e materia prima italiana formato per mense;
  17. legumi in scatola (fagioli, lenticchie) filiera e materia prima italiana; macedonia di frutta o frutta sciroppata o frutta fresca da filiera e materia prima italiana;
  18. succo di frutta e purea di frutta filiera e materia prima italiana; crackers, pane e prodotti da forno da grano 100% italiano; vini DOP e IGP;
  19. aceti balsamici DOP e IGP.

 

 

(procedura di richiesta del contributo)

Per usufuire del contributo il soggetto beneficiario è tenuto ad acquistare almeno tre differenti tipologie di prodotti agricoli e alimentari e il prodotto principale non può superare il 50% della spesa totale sostenuta e documentata.

 

In ogni caso, il contributo non può mai essere  inferiore ai 1.000 euro, esclusa IVA, né superiore a 10.000 euro esclusa IVA.

 

Il contributo può essere richiesto sia con un'istanza online sul 'portale della ristorazione' [2], sia presentando fisicamente la domanda agli sportelli del concessionario (cioè agli sportelli di Poste italiane s.p.a.) entro la data che sarà fissta con provveddimento del MiPAAF. 

 

Alla domanda è da allegare:

 

 

Sulla base delle informazioni contenute nell'istanza, il concessionario provvede a redigere l'elenco dei potenziali beneficiari con specificazione del contributo da ciascuno richiesto e ne cura la trasmissione al Ministero.

 

Il Ministero, nei limiti delle risorse disponibili, determina con proprio provvedimento il contributo erogabile a ciascun beneficiario, garantendo, in ogni caso, un importo pari ad euro 1.000 e provvedendo alla ripartizione delle risorse residue tra i soggetti beneficiari.

 

Sempre il MiPAAF, sulla base dell'elenco definitivo dei soggetti beneficiari predisposto da Poste italiane, autorizza l'emissione dei bonifici in favore degli stessi per la corresponsione di un anticipo pari al 90% del valore del contributo riconosciuto.
Entro quindici giorni da tale anticipo, il soggetto beneficiario presenta a Poste italiane quietanza di pagamento degli acquisti.

 

Il concessionario (Poste italiane s.p.a.) comunica al MiPAAF l'avvenuta acquisizione della documentazione  e lo stesso Ministero  provvedà ad autorizzare i bonifici a saldo del contributo concesso.
Nel caso di insussistenza delle condizioni previste per la concessione dell'aiuto, il Ministero, per il tramite del concessionario, provvede a comunicare al soggetto beneficiario i motivi ostativi all'accoglimento della domanda.

 

 

(controlli e sanzioni)

Sui contributi è effettuato il controllo (a campione, nel limite minimo del 5% delle domande) da parte dell'ICQRF.

Nel caso di indebita percezione, salvo che il fatto costituisca reato, è previsto il recupero dello stesso nonchè la sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio del contributo non spettante.

 

 

•••

 

NOTE 

 

[1]  Il regime di aiuti ai sensi regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis», che fissa a 200.000 euro nel triennio il contributo massimo erogabile per beneficiario; per «de minimis agricolo» si intende il regime di aiuti ai sensi del regolamento (UE) n. 316/2019 della Commissione del 21 febbraio 2019 che modifica il regolamento (UE) n. 1408/2013 relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis» nel settore agricolo, che fissa a 25.000 euro nel triennio il contributo massimo erogabile per beneficiario.

 

[2«Portale della ristorazione»: piattaforma web messa a disposizione dal concessionario (Poste italiana s.p.a.) al fine di raccogliere e gestire le domande di aiuto di cui al presente decreto.
https://www.portaleristorazione.it

 

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