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CONSIGLIO DI STATO, DIRITTO ALIMENTARE, AGCM OSA E DIRITTO DI DIFESA.

14/12/2020 14:26

MP

CONSIGLIO DI STATO, DIRITTO ALIMENTARE, AGCM OSA E DIRITTO DI DIFESA.

Dalla sentenza del Consiglio di Stato sez. VI nr. 7640 del 02.12.2020 (udienza del 19.11.2020) si leggono  (e si ri-confermano) una serie di interessa

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Dalla sentenza del Consiglio di Stato sez. VI nr. 7566 depositata il  30.11.2020 (udienza del 01.10.2020) si leggono  (e si ri-confermano) una serie di interessanti principi che qui evidenzio.

Necessaria una premessa (ovvia): seppur i principi che qui autonomamente sono riportati posso godere di valore proprio, è comunque conveniente una lettura unitaria della sentenza. Si sa, il tutto è più della somma delle sue singole parti.

 

 

SULLA PRATICA COMMERCIALE SCORRETTA

  • Il carattere ingannevole di una pratica commerciale  deve essere valutato ex ante a prescindere dall'esito concretamente lesivo prodotto dalla condotta (I).
    "La logica è infatti quella di salvaguardare la libertà di autodeterminazione del destinatario di un messaggio promozionale da ogni erronea interferenza che possa, anche solo in via teorica, incidere sulle sue scelte e sui riflessi economici delle stesse fin dal primo contatto pubblicitario" 
    (II).

     
  • La pubblicizzazione di un prodotto mediante l'ingannevole indicazione di una specifica caratteristica apposta sull'etichetta, su alcuni volantini pubblicitari cartacei e su un volantino diffuso sul web, è condotta idonea ad integrare gli estremi della pratica commerciale ingannevole, "essendo veicolate informazioni fuorvianti idonee ad indurre in errore i consumatori circa la concreta idoneità allo scopo che gli stessi potevano attendersi dall'impiego del prodotto in esame".

 

 

 

DIFFERENZA TRA FRODE IN COMMERCIO E PRATICA COMMERCIALE INGANNEVOLE

  • La frode in commercio e la pratica commerciale ingannevole configurano fattispecie aventi diversa natura giuridica e distinti elementi costitutivi, rilevando nell'ambito della pratica commerciale scorretta, anzichè la concreta consegna del prodotto, essenziale ai fini dell'integrazione della fattispecie di cui all'art. 515 c.p., il potenziale condizionamento dell'autodeterminazione del consumatore, anche a prescindere dagli effetti concreti, in termini di vantaggio economico verificatisi da colui che ha realizzato la condotta lesiva delle situazioni tutelate.
    Con la fattispecie di frode in commercio si punisce la traditio di una cosa difforme da quella promessa, mentre con la fattispecie di pratica ingannevole si sanziona la lesione dell'autodeterminazione individuale, mediante l'induzione in errore del consumatore ai fini del compimento di un atto di acquisto, con conseguente emersione di forme di tutela tra loro complementari.

 

 

COMPETENZA AGCM

  • La disciplina dettata dalla direttiva nr. 29 del 2005 permette e conferisce all'AGCM competenza anche in relazione a pratiche commerciali scorrette attuatesi nella pubblicizzazione di qualità essenziali del prodotto alimentare mediante l'utilizzo dell'etichetta. Tutto ciò non osta - fra l'altro - con quanto previsto dall'art. 7 del reg. 1169/2011.

 

 

 

ATTIVITÀ DI AUTOCONTROLLO (con riferimento ad un O.S.A.)

  • "[...] in ordine all'impossibilità di ritenere inattendibili gli elementi di prova offerti [dall'OSA] derivanti da un'attività di autocontrollo svolta in ambito alimentare - occorrendo, invece, una disamina specifica di siffaatte prove, al fine di vagliarne la loro corretta acquisizione nel rispetto della normativa tecnica di riferimento - deve ritenersi che in materia di sanzioni amministrative, è necessaria e sufficiente la coscienza e volontà della condotta attiva od omissiva, senza che occorra la concreta dimostrazione del dolo o della colpa, giacché l'art. 3 L. n. 689 del 1981 pone una presunzione di colpa in ordine al fatto vietato a carico di colui che lo abbia commesso, riservando poi a questi l'onere di provare di aver agito senza colpa. (III).
    [...]
    In particolare, l'Autorità (AGCM), dopo aver (erroneamente [...]) negato l'attendibilità delle misure di autocontrollo al fine di integrare oggettivamente una pratica commerciale scorretta (in specie, l'accertata assenza in capo al prodotto sotto esame delle qualità organolettiche vantate), non ha puntualmente verificato se tali misure, con valutazione prognostica ex ante e sulla base delle circostanze rilevate nel caso concreto, fossero comunque idonee ad impedire il verificarsi dell'evento lesivo e, pertanto, corrispondessero alle misure di cautela esigibili dal professionista (OSA), nel quadro delle conoscenze e competenze pretendibili in ragione dell'attività esercitata.

 

•••

 

(I) -  cfr. Consiglio di Stato, sez. VI, 16 marzo 2018, n. 1670;

 

(II) - cfr. Consiglio di Stato, sez. VI, 2 dicembre 2019, n. 8227);

 

(III) -  cfr. Consiglio di Stato, sez. VI, 2 settembre 2019, n. 6063; Id., sez. VI, 5 giugno 2020, n. 3575.

 

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